Non tutti la mangiano, eppure la lingua di manzo, se cotta alla perfezione, è un piatto prelibato! Segui la ricetta e servila con la salsa al prezzemolo

Lingua di manzo in salsa al prezzemolo
Piatti Fasano

La lingua di manzo richiede una cottura molto lunga: ti servono tre ore per raggiungere la consistenza giusta. Durante questo tempo, puoi preparare la salsa al prezzemolo e il resto del pranzo.

  • Preparazione 30 minuti
  • Cottura q.b.
  • Facile 
  • Per 4 persone

Ingredienti

  • 500 g di lingua di manzo,
  • 1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla,
  • pepe nero in grani,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 1 mazzetto aromatico,

salsa:

  • 30 g di mollica di pane,
  • 1 manciata di prezzemolo tritato,
  • aceto, 1 alice sott’olio,
  • 1 cetriolino,
  • 1 tuorlo d’uovo sodo,
  • 5/6 capperi,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • sale, pepe,
  • olio extravergine d’oliva

per servire:

  • insalata mista

Preparazione

1.2 Ponete la lingua a lessare con gli odori, le aromatiche, sale e pepe. Dopo 3 ore di cottura scolatela. Una volta fredda, eliminate la pelle e il grasso e tagliatela a fette sottili.

Lingua di manzo in salsa verde al prezzemolo  Lingua di manzo in salsa verde al prezzemolo

3.4. Salsa: bagnate la mollica del pane con l’aceto, lasciatela ammorbidire per qualche minuto, poi strizzatela. Tritate il prezzemolo insieme con l’aglio, il tuorlo d’uovo sodo, l’alice sgocciolata, il cetriolino e i capperi. Miscelate il trito con la mollica di pane, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete a filo l’olio e regolate di sale e di pepe.

Lingua di manzo in salsa verde al prezzemolo  Lingua di manzo in salsa verde al prezzemolo
Disponete le fette di lingua sul piatto di servizio, ricopritele con la salsa e servitele con l’insalata mista.

Il cibo degli dei

Nei tempi antichi le interiora erano considerate la parte più spirituale dell’animale. Per questo in Grecia, quando nelle cerimonie sacre venivano sacrificati agnelli e tori, i visceri, oltre a servire per trarre auspici, erano destinati a nutrire le divinità. Naturalmente, posti sull’ara, era il fumo che si levava dalle interiora a nutrire gli dei, mentre i partecipanti godevano del manicaretto.